Il BYOD - Un fenomeno da conoscere e da adottare


Le aziende nel mondo sono alla ricerca di un'economia di scala che gli permetta di ottenere i migliori vantaggi nell'uso delle tecnologie in relazione alla produttività dei propri dipendenti.

Il WEB 2.0 ha permesso a tutti, soprattutto ai privati, di utilizzare strumenti interattivi con il mondo social e con i servizi online a disposizione del cittadino. Ma il vantaggio del WEB 2.0 è anche per le aziende: queste infatti sono in grado di mettere a disposizione del proprio mercato un certo numero di prodotti e servizi che in passato erano impossibili da erogare se non attraverso le costose modalità classiche (carta+stampa+posta+etc.).

Questo aspetto, che riguarda una maggior interazione quotidiana nell'uso pubblico e privato degli strumenti di lavoro (PC, Tablet, Smartphone), sta trovando una nuova connotazione nel fenomeno definito con l'acronimo BYOD - bring your own device (BYOD) - chiamato anche bring your own technology (BYOT), bring your own phone (BYOP), e bring your own PC (BYOPC) in italiano: porta il tuo dispositivoporta la tua tecnologiaporta il tuo telefono e porta il tuo pc.

Nella pratica, il tutto si riferisce a quelle aziende che trovano economico e maggiormente produttivo permettere ai propri dipendenti di portare in ufficio i propri dispositivi e connetterli alle applicazioni d'uso aziendale nonchè private. In questo modo esistono dei confini sempre meno marcati che prescindono dai rigidi orari di lavoro ed in alcuni casi li superano in funzione del ruolo professionale del dipendente. Il lavoro nella vita privata, la vita privata nel lavoro, in un insieme di esigenze di produttività individuale e aziendale che trovano modo di esistere attraverso gli strumenti informatici.

Questa espressione, e l'applicazione nella pratica quotidiana lo conferma, va anche a riferirsi al mondo della scuola e delle università, dove gli studenti utilizzano i propri strumenti connessi alla struttura IT degli istituti e delle università. Questo è vero ancora di più in Italia, dove la carenza di strumenti informatici, fa sì che i docenti stimolino sempre di più l'uso di strumenti di proprietà degli alunni per le applicazioni di studio.

La pratica di BYOD si sta diffondendo notevolmente nel mondo aziendale, con circa il 75% degli impiegati nei mercati in via di sviluppo, quali Brasile e Russia, e il 45% in mercati sviluppati che già usano la loro tecnologia a lavoro.

Alcuni stime di Forrester Research (basate su un sondaggio su 10 mila impiegati di concetto in 17 Paesi) dicono:
  • entro 36 mesi le aziende cambieranno atteggiamento e cominceranno a incoraggiare i lavoratori ad utilizzare il Byod;
  • nel primo trimestre 2011 solo il 5% del campione seguiva il Byod. In particolare, il 43% del campione dice di aver usato il proprio computer o smartphone personali per il lavoro; il 19% ha utilizzato un sito o un servizio web non supportato dall’azienda; il 16% ha installato un software non supportato;
  • c’è anche chi ha comprato tecnologia proprio per scopi lavorativi presso la propria azienda: un software (32%), un computer (29%), periferiche (27%), uno smartphone (15%), servizi online o abbonamenti a siti (14 %), un tablet (12%), un'app (11%).

Questo aspetto però solleva dei problemi pratici che devono essere ben valutati a seconda del tipo di ruolo aziendale e di attività che il dipendende è chiamato a svolgere. Nel mondo ICT classico o di qualche anno fa, un responsabile dei sistemi informativi non avrebbe mai concesso l'accesso alla rete aziendale a sistemi di cui l'azienda non deteneva la proprietà ed il pieno controllo dentro le mura aziendali. In più venivano messi dei vincoli stringenti di utilizzo (orari, accessi autorizzati, aree dati prescritte e ristrette, etc.). Alla base di tutti questi limiti c'èra la sicurezza dei dati aziendali.


Erano disponibili meno strumenti e Internet non era ancora WEB 2.0. La sfida è aperta e le aziende sono consapevoli che devono modernizzare le proprie infrastrutture. Nel futuro si stima che il Cloud Aziendale sarà il passaggio obbligato per avere maggiori garanzie di sicurezza per l'applicazione sistematica del Byod.

Altectrade, nel corso degli ultimi anni, ha applicato questo approccio al lavoro ed agli investimenti partendo dalla propria realtà aziendale. Forti dellla pluriennale esperienza maturata nelle tecnologie, avevamo da tempo chiara la visione di come e cosa fosse necessario per l'organizzazione aziendale moderna.

Ancora non era stato coniato il termine BYOD e già ai nostri clienti più avveduti abbiamo iniziato a trasferire il nostro know how per la condivisione di mezzi in ambito organizzativo, applicativo nel campo delle telecomunicazioni e dell'informatica.

Gli strumenti utilizzati fanno parte dei prodotti certificati Altec e rientrano nel quadro più ampio delle competenze che il nostro personale ha acquisito.
Inoltre tutte le infrastrutture di Altectrade per porre in atto i progetti sui nostri clienti risente positivamente della certificazione ISO 27001 per la sicurezza dei dati informatici, conseguita nel 2014.
Siamo già consapevolmente nel futuro, insieme ai nostri clienti.
 
Sandro Sabatini
Direttore Commerciale
Altectrade Srl



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