Internet of Things (IOT)

L'Internet of Things (IOT) si annuncia come il fenomeno tecnologico dell'anno e sarà di certo uno dei temi più discussi del prossimo futuro.

Il termine "Internet delle Cose" non è nuovo, è stato coniato circa 20 anni fa da alcuni professori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) per descrivere un mondo dove le cose, che possono essere apparati o sensori, sono intelligenti e connesse attraverso la rete Internet e sono in grado di acquisire e condividere informazioni tra loro.

Qualsiasi apparato con un collegamento alla Rete può essere quindi associato al concetto di Internet delle Cose: un telefono cellulare, un'automobile, una videocamera. Ma anche oggetti di uso quotidiano come una macchina del caffè, una lavatrice, una lampadina.

Qualsiasi cosa può quindi potenzialmente comunicare con un altro oggetto, acquisendo un ruolo attivo e intelligenza artificiale grazie al fatto di poter accedere e condividere dati.
E' un concetto che ha il potenziale di cambiare in maniera radicale il nostro modo di vivere e lavorare.
Per esempio, mentre si è in viaggio per un appuntamento, l'automobile può accedere all'agenda personale e decidere il percorso migliore a seconda del traffico, e se in ritardo, inviare alla persona che ci aspetta un messaggio con i tempi di arrivo previsti. Se invece il traffico è sul percorso di viaggio da casa al lavoro, l'automobile può comunicare alla sveglia di suonare prima, e quest'ultima indicare alla macchinetta del caffè di preparare subito la bevanda.

Anche se gli esperti in tecnologia avevano previsto già molti anni fa l'evoluzione degli apparati con microprocessori integrati, la proliferazione di device industriali e l'ascesa di scenari con comunicazioni M2M (machine-to-machine), oggi l'Internet of Things è ad un punto di svolta.



Diversi fattori stanno contribuendo a un clima di cambiamento e adozione globale. Sicuramente tra i principali possiamo annoverare:
- i costi diminuiti sensibilmente dei componenti hardware, dei servizi cloud, delle connessioni a banda larga e di altre tecnologie, che hanno permesso di raggiungere tutti i tipi di utenti, dalla grande organizzazione al privato;
- la richiesta, e quindi disponibilità, di oggetti con connettività integrata è aumentata esponenzialmente e le possibilità di connessione offerte da tali apparati (esempio WiFi, Bluetooth, UMTS/LTE, ecc) è ormai ampia;
- il software più avanzato che mai, che permette alle aziende di tutto il mondo di avere capacità enormi sull'analisi dei dati prodotti da comunicazioni M2M.

Secondo alcune previsioni, entro il 2020 oltre 50 miliardi di oggetti saranno connessi a Internet generando una mole tale di dati che raggiungerà i 35 zettabyte (uno zettabyte corrisponde a circa mille miliardi di gigabyte).
Numeri fantascientifici, ma reali, soprattutto alla luce degli ultimi dati disponibili: oggi il traffico mondiale di Internet è generato dal 61,5% da macchine e il 38,5% dall'uomo.
La portata di questo nuovo corso è tale che è bene già guardare alle sue conseguenze e prepararsi. Anche se i potenziali benefici economici offerti sono enormi, la sfida che ci attende è mantenere l’intelligenza umana al passo con quella potenziata degli oggetti che ci circondano e ci misurano.

Mantenerne il controllo tecnico, o altrimenti rischiano di complicarci la vita invece di semplificarla.

Sviluppare la consapevolezza, culturale e sociale, che gli oggetti smart ci guardano mentre noi li guardiamo e che sono abilitati per analizzare le nostre abitudini.
E che sono soggetti allo stesso tipo di attacchi hacker che hanno tormentato gli utenti dei computer da decenni.
Aziende produttrici di lavatrici, forni o lampadine, ma anche di oggetti più "smart" ma sempre di elettronica di consumo come televisori, lettori DVD o decoder, dovrebbero attuare un cambiamento radicale finalizzato alla sicurezza. Dovrebbero instaurare dei programmi di sviluppo sicuro come quelle delle grandi aziende nel campo ICT (Microsoft, Google, Apple, ecc.), cambiare la mentalità che, una volta che l'oggetto è venduto è fatta e ci si può concentrare sul prossimo prodotto da vendere, ignorando quindi il supporto continuo che tali oggetti richiedono.

Il nostro sistema AltecScudo utilizza già da tempo questo concetto applicato all'organizzazione della gestione e del controllo delle infrastrutture dei nostri clienti, avendo predetto diversi anni or sono quale sarebbero state le tendenze future del proliferare tecnologico e le sue implicazioni sulla vita e sul lavoro dell'uomo.
Non è possibile ormai non tenere conto di questa realtà divenuta cultura corrente. D'altronde è la naturale evoluzione della rete internet e della globalizzazione. Con intelligenza bisogna adeguare tutto il nostro entourage tecnologico sia personale che professionale alle nuove regole, per non restarne fuori senza utilizzarne i grandi vantaggi. 
Noi con i nostri progetti e servizi, siamo già operativi per affrontare questo fenomeno in pieno sviluppo.

Francesco Romano
Altectrade Srl

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